I have just finished one of the best trips through the Abruzzo, accompanying a group of English friends for twelve days in the three stunning National Parks of the Abruzzo.
Dovevamo andare in Sardegna. Ma il meteo metteva brutto e l’orco è sceso in Abruzzo. Eccovi il racconto di una settimana di roccia tra Gran Sasso, Grotti e Falesie di casa.
Ho appena concluso uno dei più bei viaggi attraverso l’ Abruzzo accompagnando un gruppo di amici inglesi per dodici giorni. Siamo a metà Settembre e finalmente è il giorno dell’arrivo! Patricia in Gran Bretagna ed io in Abruzzo abbiamo lavorato nella programmazione del viaggio da mesi organizzando non solo l’itinerario ma anche prenotando gli alloggi e prevedendo un po’ tutto.
A Fiumicino arrivano Pat, Chris, Angela e Louise. I primi tre erano già stati qui lo scorso anno e si erano talmente entusiasmati all’Abruzzo che hanno deciso di tornare. Per Louise è la prima volta.
Impostiamo la sveglia alle 3:45 e ci buttiamo nel sacco letto in una delle camerate del Rifugio Torino. Di cose a cui pensare ce ne sono anche troppe, sono stati giorni intensi e pieni di belle esperienze ma non è ancora finita. Tra qualche ora ci aspetta il Dente del Gigante!
Con Giuseppe arriviamo a Courmayeur domenica pomeriggio, dopo un viaggio reso interminabile dalle code del rientro estivo di agosto. Ci incontriamo con Marco in Val Ferret per cenare insieme e in serata ci raggiunge anche Domenico di ritorno da una giornata di scalate in giro per il Monte Bianco.
“En Montagne il faut s’adapter!!” (in montagna bisogna adattarsi) questo è il motto del mio collega e grandissima guida alpina di Briançon Yvan Estienne. Così è stato, partiti per il Tete Rousse per sperare in una finestra di bel tempo prevista e sopratutto un calo di vento in quota, si annunciavano venti a 80-90km/h. Così decidiamo di non provare la vetta e proviamo a fare un programma alternativo.
La partenza era prevista per lunedì ma viste le previsioni meteo la chiamata di Zaff è stata provvidenziale. Anticipata la partenza al sabato siamo riusciti a concederci due giorni pieni sul ghiacciaio e altri due in valle prima dell’arrivo del maltempo.
La neve ad Agosto?? Questa è una delle tante sorprese che riseva il Fondo della Salsa. E’ una esursione che ci teniamo a ripetere ogni estate anche più volte per la bellezza incontaminata del posto e per rendere omaggio alla parete Nord del Camicia. Quest’anno anche con il piccolo Davide di soli 9 anni ed il govane Christian siamo arrivati al cospetto dell’Eiger dell’ Appennino.
Sei giorni di lavoro sulle Alpi, una bella esperienza insieme a due colleghi, le Guide Pierre e Dave! Sei giorni e 2 belle montagne: il Gran Paradiso e il Monte Bianco. Il Gran Paradiso ha fatto da scuola e da test per i 6 bravissimi ragazzi che avevano come obiettivo la cima del Monte Bianco.
Salire su al Corno Grande (2.912 metri slm), il Re degli Appennini, è sicuramente tra le esperienze più eccitanti e soddisfacenti che ogni buon amante della montagna vorrebbe vivere. Tali sensazioni vengono ancor più amplificate quando questa impresa viene vissuta di notte, con il chiarore della luna piena che esalta il bianco calcare di questo maestoso massiccio.
Con quanti bambini sei stato qui di notte? Mi chiede Andrea un po’ geloso della sua “guida”. E’ così che inizia la prima esperienza notturna dei giovani alpinisti! Inizia all’imbrunire con la nebbia che ci avvolge ed esalta il senso dell’avventura. Andrea 1, Andrea 2, (come li chiamo io) e Giulia sono i protagonisti della serata e sovreccitati non vedono l’ora di partire e di accendere le frontali.
Citando la famosa canzone dei The Doors , “Riders on the Storm” intitoliamo cosi il racconto della nostra traversata dei Breithorn dalla Roccia Nera , nel massiccio del monte Rosa, con Giovanni. Il titolo viene in particolare da un tratto di cresta che và letteralmente cavalcato.
Come si fa a diventare degli alpinisti? Boh! Difficilissimo rispondere, anzi non ci voglio nemmeno provare! Però posso dire che il nostro ultimo corso di alpinismo base è andato davvero alla grande!
Ritorno sul Cervino dopo la scorsa estate, la differenza è che lo scorso anno salivamo sulla nord e il rifugio Hornli era chiuso. Quest’anno salgo per la cresta dell’Hornli e con Scott un signore Americano che aveva tentato la salita 17 anni prima con suo fratello ma una copiosa nevicata li aveva respinto.
L’edizione appena conclusa del Calascio Street Boulder è stata una bellissima festa! Più di 300 climbers hanno invaso le strade del piccolo borgo di Calascio animando una caldissima domenica di inizio giugno. Ci teniamo a ringraziare tutti e a condividere con voi qualche bella foto della giornata.