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12 giorni in Abruzzo tra fauna, natura, storia e tradizioni

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il racconto del viaggio di 12 giorni in giro per l'Abruzzo, la terra dei Parchi, con amici inglesi e francesci. Una bellissima esperienza alla scoperta di fauna, paesaggi e tradizioni Ho appena concluso uno dei più bei viaggi attraverso l’ Abruzzo accompagnando un gruppo di amici inglesi per dodici giorni. Siamo a metà Settembre e finalmente è il giorno dell’arrivo! Patricia in Gran Bretagna ed io in Abruzzo abbiamo lavorato nella programmazione del viaggio da mesi organizzando non solo l’itinerario ma anche prenotando gli alloggi e prevedendo un po’ tutto. A Fiumicino arrivano Pat, Chris, Angela e Louise. I primi tre erano già stati qui lo scorso anno e si erano talmente entusiasmati all’Abruzzo che hanno deciso di tornare. Per Louise è la prima volta.

Sulmona e dintorni

Partiamo coll’ormai famoso pulmino giallo alla volta di Sulmona. Più tardi, in serata arriveranno in treno dalla Francia, anche Veronica e Steve. Li vado a prendere alla stazione di Sulmona la sera alle 21:00. Erano partiti da Nizza la mattina; loro sono già in viaggio da un po’!

Sulmona scelta con cura come approdo per le prime tre notti. Ci da la possibilità sia di fare delle belle escursioni nei dintorni ma anche di immergerci da subito nella cultura abruzzese.

La mattina dopo si parte per la prima escursione al Lago Pantaniello unico lago in Abruzzo a 1800 metri di quota con delle particolarità tutte da scoprire. Lasciamo il furgone dopo il Piano delle Cinque Miglia e subito ci aspetta una volpe alla partenza! Sarà un buon segno? L’escursione è facile ma lunga; si parte nel bosco di faggi per uscire dopo un’oretta all’aperto e la vastità dei pascoli non può che farli esclamare “Uaooo”!!!! E poi i Nibbi, le Poiane, i Gracchi fino ad arrivare allo stazzo con i famosi cani bianchi abruzzesi e le pecore.

Una bella pioggia torrenziale ci prende sulla via del ritorno, ma si sa, gli Inglesi non ci fanno caso. Io arrivo zuppo!!! E la sera di nuovo a Sulmona a provare i piatti tipici della cucina abruzzese in uno dei tanti rinomati ristoranti della città!

Il giorno dopo la gita si prospetta altrettanto lunga ma con un dislivello interessante. La vetta di Monte Rotella ci aspetta con i suoi 900 metri di dislivello. Oggi andiamo solo io Louise, Angela e Steve gli altri preferiscono rimanere a godersi la magnifica Sulmona.

Iniziamo la salita dal Bosco di S. Antonio su per la faggeta. Steve sta scrivendo un libro sul rapporto tra uomo – orso , pastori e pecore. Rimane sbalordito quando incontriamo gli escrementi e le impronte dell’orso… ma siamo in Abruzzo.

La cresta ci riserva altre sorprese: innanzitutto un panorama stupendo a 360° con una di quelle bellissime giornate che loro se le sognano, poi delle Vescie giganti come non avevo mai viste neanche io, poi un altro escursionista (non se ne incontrano molti sulle nostre montagne) ma, soprattutto, uscendo in vetta, tre bellissimi esemplari di lupo. Svalicano tranquillamente tra i due versanti, ci guardano, si soffermano, fanno qualche passo , si mettono in posa. In Inghilterra, lo sapevate, i lupi non ci sono e per loro è la prima volta. Che altro dire?! A già i cervi che durante tutto il percorso si sentono bramire e si vedono in lontananza.

Torniamo stanchi e felici a Sulmona. Un altro ottimo ristorante ci aspetta. Stasera arrivano in treno anche Stephanie e Dave così il gruppo si completa. Loro otto più io il furgone giallo viaggia a pieno carico.

Parco Nazionale D’Abruzzo

La mattina del terzo giorno lasciamo la città alla volta del Parco Nazionale D’Abruzzo. Non è un viaggio qualunque. Quello che potrebbe essere un solo trasferimento in Abruzzo è un emozione! Anversa degli Abruzzi, le Gole del Sagittario (foto-stop), Scanno con sosta visita del paese e acquisto gioielli, Passo Godi e Villetta Barrea. Penso una delle strade più belle dell’ Abruzzo-Italia-Universo.

Arriviamo a Pescasseroli ci sistemiamo e subito via con i nostri amici del Parco a cercare di avvistare l’orso. L’appuntamento era alle tre , arriviamo tardi, ci spostiamo in auto al Passo del Diavolo. Dovremmo camminare un po’ ma visto che è troppo tardi non arriviamo ad appostarci al valico dove potremmo scrutare i due versanti. Ci fermiamo prima in alto sull’ampia valle, sono un po scoraggiato e dispiaciuto; dovevamo muoverci prima. Preso dall’entusiasmo gli ho fatto fare troppe soste durante il trasferimento in pulmino. Vabbè ci appostiamo è quasi buio.

Mi guardo intorno col binocolo tanto per… e invece esce dal bosco sotto i miei occhi! Voglio urlare, urlo in silenzio, lo indico a tutti: è lui! L’ORSO! Bello nero grande, mangia bacche, si siede, gira i sassi, trova qualcosa è lì. Si forse il momento più emozionante per tutti noi compreso io. Rimaniamo lì ad osservarlo finché non è notte fonda e sparisce nel buoi ai nostri occhi. Torniamo ma sappiamo che lui è ancora lì.

L'Orso nel suo abitat così come lo abbiamo potuto osservare

La mattina dopo piove, piove, piove. Nessuno si scoraggia e come da programma ci incamminiamo nella Valle di Pesco di Iorio verso il Rifugio di Iorio. Piove, smette, ripiove tranquilli andiamo ed incontriamo di nuovo le tracce dell’orso. Alberi graffiati, impronte, arbusti masticati, pare che in zona ci sia una mamma con il cucciolo. Ma non siamo fortunati come la sera prima. In compenso il bramito dei cervi, che ritroviamo in cresta, ci accompagna per tutta l’escursione. Al Rifugio diluvia. Come se nulla fosse si mangia il panino e si decide (io decido sennò loro..) di non continuare in cresta e tornare indietro. E’ stata comunque una gita stupenda e come mi hanno detto lassù sembrava di essere “On top of the World” ma aspettate il viaggio è ancora lungo.

## Parco Nazionale della Majella

Da quando sono arrivati all’aeroporto siamo in realtà al sesto giorno. Ma quante emozioni abbiamo già passato. Oggi lasciamo il Parco Nazionale d’Abruzzo alla volta del Parco Nazionale della Majella.

Prima però di affrontare il viaggio ci si ferma subito alla Camosciara per una facile passeggiata mattutina alla cascata. Seconda tappa Civitella Alfedena per far vedere il lupo (che non c’è e non vediamo) a chi non c’era l’altro giorno e farsi un giro in paese. Poi panino al lago di Barrea dove la scalmanata di Stephanie si fa il bagno. E già non ci facciamo mancare proprio nulla!

Si riprende il viaggio: Pescocostanzo, i Quarti, Campo di Giove, Passo San Leonardo, Caramanico e finalmente Decontra di Caramanico.

Marisa ci accoglie con tutta la sua giovialità e allegria. E’ un personaggio, un “prodotto tipico” come la chiamo io, conosciuta soprattutto all’estero ci apre le porte del suo Agriturismo. Ovviamente prima di cena un “salto” all’eremo di San Bartolomeo non ce lo facciamo mancare. E a cena i suoi prodotti tutti insieme anche agli altri ospiti olandesi. Come una vera famiglia.

L'eremo di San Bartolomeo nel Parco della Majella

E’ il giorno della Majella la Montagna Madre! Si parte presto alla volta della Maielletta ci accompagna Camillo che mi darà supporto come autista e nell’escursione. Camillo è nato sulla Maiella, è un alpinista è nel Soccorso Alpino e conosce questa montagna nei suoi angoli più remoti.

Partiamo tutti insieme dalla Majelletta - Blockhaus alla volta di Monte Focalone a più di 2600m. Voglio far vedere a tutti l’immensità di questa montagna. E così è! In alto ci aspettano i camosci che nei giorni scorsi, vista la pioggia al Parco d’Abruzzo, non avevamo visto. Sulla cima ci dividiamo Camillo torna indietro ed io proseguo per la vetta del Monte Amaro. Un altra intensa emozione. E poi inizia una lunga lunghissima discesa per il Pescofalcone, Rapina, fino a San Nicolao sopra Caramanico. Mentre cammino tranquillo all’altezza di Monte Rapina vengo improvvisamente attaccato da una donnola! E si proprio una minuscola donnola che impaurita dal mio passaggio mi grida e mi salta incontro. Un attimo prima di sparire nell’erba. Mai mi era capitato un incontro del genere. Torniamo a Decontra dove un’altra buonissima cena di Marisa ci aspetta.

Un po’ di riposo

L’ottavo giorno. Un po’ di riposo. Ma non meno interessante (e poi riposo non è stato). Oggi decidiamo di dedicarci alla cultura. Scendiamo all’abbazia di San Clemente a Casauria. Esterrefatti è la parola giusta che descrive i commenti del gruppo. Interessato, curioso, attento il mio gruppo di Britannici sono una soddisfazione. Poi mi chiedono Bominaco perché qualcuno lo aveva visto lo scorso anno e vorrebbe rivederlo e stimola la curiosità di chi non c’è mai stato. L’abbazia prima e l’Oratorio di San Pellegrino sono una cosa indescrivibilmente entusiasmante. Gli affreschi del 1200 sono qualcosa di spettacolare e non vogliono più andare via. Finalmente usciti fuori iniziano già a pensare di tornare a vederli il prossimo anno.. eeehhh??

Sulla via del ritorno il gelato è d’obbligo a San Valentino. Torniamo a Decontra sarà finita la giornata? No ora a camminare nella meravigliosa Valle dell’Orfento. Andiamo in fretta per cercare di percorrerla il più possibile ma l’ora di cena si avvicina e dobbiamo rientrare. Un’altra giornata e serata meravigliosa mi dicono. Abruzzo ragazzi!

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Oggi si riparte. Dal Parco Nazionale della Majella al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. E che ci vuole sono lì si toccano. Nooo. La prima tappa a Chieti dove lasciamo Louise che prende il bus per Fiumicino. Per lei la vacanza è finita. Non è molto contenta di lasciarci e perdersi l’ultima parte del viaggio. Ma deve. Poi proseguiamo con sosta a Penne con la scusa di comprarci il panino per il pranzo ci facciamo un bel giro per la città. Ma purtroppo il Duomo è chiuso e non vediamo la bellissima cripta. “Torneremo” mi dicono. E poi su per Farindola e Castelli.

A Castelli ci aspetta Antonio uno degli ultimi veri artigiani della maiolica. Con una passione infinita ci coinvolge nella visita della sua bottega artigiana.

Le ceramiche di Castelli, famose nel mondo!

Si riparte. Ma oggi non si cammina? Certo! Dopo poche curve ci fermiamo ed iniziamo a camminare nel bosco. Dopo un’oretta compare davanti a noi la sorpresa. La maestosa parete Nord del Monte Camicia! E si siamo al Fondo della Salsa uno dei posti più suggestivi di tutte le montagne d’Abruzzo. La parete ora avvolta dalle nuvole si scopre e ci svela tutta la sua maestosità. Non resta che balzare su qualche masso per avvicinarci un po’ di più.

Torniamo al pulmino, riprendiamo il viaggio saliamo a Vado di Sole e finalmente eccolo: Campo Imperatore in tutta la sua vastità. Morale arriviamo alla nostra meta Rocca Calascio che inizia ad imbrunire.

Rocca Calascio

Svegliarsi a Rocca Calascio è semplicemente meraviglioso. Oggi qualcuno decide di rimanere tutto il giorno qui a godersi questo posto magnifico. Io con metà del gruppo invece torno a Fonte Vetica ed inizio a salire alla volta della cresta del Tremoggia per poi affacciarmi alle balconate del Camicia. E si ieri eravamo laggiù in fondo in fondo, in basso alla base di questa imponente parete. Fa paura come sempre l’affaccio. Torniamo giù, torniamo a Rocca Calascio per un meraviglioso tramonto.

È l’ultimo giorno ma non per questo meno intenso. Partiamo prima del solito per raggiungere l’azienda ovina di Giulio. Lui ci aspetta ci racconta tutto sulla sua azienda, ci racconta del formaggio (che ci fa assaggiare) e delle pecore poi ci porta dentro. La mattina si lavora il latte e quindi assistiamo a tutto il processo che serve a fare il famoso “Pecorino Canestrato di Castel del Monte” . Steve prende appunti e fa domande.

Gran Sasso, Monte Camicia e Campo Imperatore, tappe imperdibili per un viaggio in Abruzzo.

Ripartiamo attraversiamo Campo Imperatore fino in cima. Oggi quest’ultimo giorno non ve lo faccio dimenticare! Una breve escursione per Sella di Monte Aquila e Sella di Corno Grande. Fino sotto il paretone del Corno Grande con affaccio sulla Valle dell’Inferno. Aaaaahhhh che altro dire? Rimangono tutti a bocca aperta. Ora le montagne dell’Abruzzo iniziate a conoscerle tutte!! Il pomeriggio, sulla via del ritorno, la sosta a Santo Stefano di Sessanio è d’obbligo… e vi do anche mezz’ora libera per lo shopping :)

E’ stato un viaggio meraviglioso attraverso tutti i Parchi Naturali Nazionali dell’Abruzzo. Un viaggio di emozioni che ha lasciato la voglia a tutti di tornare perché ancora tanto c’è da vedere. Tante montagne e tanta cultura.

La volpe del primo giorno era veramente un buon segno!

A seguire il collegamento alle meravigliose foto scattate dalla nostra amica Veronica.

Grazie a tutti. Veronica, Louise, Stephanie, Angela, Dave, Steve, Chris ed alla grande Pat che ha saputo interessare i suoi amici e portarli in un territorio sano, genuino e unico. L’ Abruzzo!!

Lorenzo

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A presto!

Lorenzo

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